Tensione nel campo largo, Schlein stoppa Conte sulle primarie

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'Prima il programma'. Renzi: 'Non condivido il leader di M5S ma si facciano subito'

Data:

03.08.2026, 19:41

Luogo:

ROMA

A cura di:

Michela Suglia

L'immagine rappresenta una maratona sui referendum, con i leader del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Avs e di +E. Sono visibili un uomo e una donna, entrambi in abiti formali, con l'uomo che indossa un completo e la donna una giacca blu. L'ambientazione è all'aperto, e ci sono altre persone presenti. Un uomo tiene un telefono in mano.
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Elly Schlein risponde a Giuseppe Conte e lo gela. "Non funziona così - replica all'alleato e leader dei 5 Stelle -.Prima il programma condiviso da tutta l'alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito". Con queste parole la segretaria Dem cerca di bloccare le polemiche e prova a rimettere in riga la 'squadra'. L'ex premier prende atto delle sue parole ma non replica direttamente. Al Nazareno non è piaciuta affatto la sfida lanciata dal leader M5s sull'incrocio Ucraina-primarie: il Movimento, si sa, non voterà il sostegno militare a Kiev e ha proposto di sciogliere il nodo chiamando gli elettori ai gazebo.

La linea del Pd è un'altra e la segretaria la indica con forza. Quindi risponde al Tg3 e ribalta la strategia 'contiana' per cui facendo scegliere agli elettori, emergerà la rotta che la coalizione deve seguire sugli aiuti all'Ucraina o il riarmo o perfino la Tav. Al contrario - è la linea della leader del Partito democratico -la priorità sta nei contenuti, da definire tutti insieme al tavolo di coalizione sul programma. Una roadmap condivisa dai leader di Avs. Schlein prova comunque a chiudere il capitolo facendo leva sul concetto che l'unione fa la forza contro la destra, e incita: "Adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi, concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete", citando la battaglia sul congedo paritario (cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori). Che l'uscita di Conte avesse lasciato strascichi e malumori nella coalizione era tanto prevedibile quanto inevitabile. Ad approfittarne è il centrodestra che prova a girare il coltello nella piaga delle difficoltà del Pd e della sua leader. A partire da Antonio Tajani che ne lascia traccia sui suoi social: "Preoccupa l'assordante silenzio di Elly Schlein di fronte alle esternazioni filorusse di Giuseppe Conte", scrive il vicepremier e segretario di FI. E poi sfida il resto della sinistra: "Ci dica se sta dalla parte del popolo ucraino o dalla parte di Putin. Se sta dalla parte della democrazia o dalla parte delle dittature".

E ancora, "se sta con l'Europa o contro l'Europa". Nel campo progressista, e prima della stoccata di Schlein, è anche Matteo Renzi a controsfidare Conte. Ribadisce di non condividere le idee di Conte' e ammette: "Ci sono due idee di sinistra" nel campo largo così come in tutto il mondo, sull'esempio dei distinguo fra "gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez".

Ma il leader di Italia viva rilancia: "Andiamo alle primarie e che vinca il migliore. Con un patto di ferro da sottoscrivere prima: il giorno dopo tutti insieme. Altrimenti non sono primarie ma è una presa in giro". Intanto, un banco di prova, a brevissimo, potrebbe essere la risoluzione sulle comunicazioni del ministro dell'Economia, Giorgetti, atteso mercoledì in Parlamento. Riferirà sulla clausola nazionale di salvaguardia per investimenti in energia e difesa. Alla Camera è in corso la trattativa per provare a limare un documento unico delle opposizioni. Non è una missione impossibile - sintetizzano i ben informati - perché l'intenzione ci sarebbe, ma al momento l'unità pare lontana, aggiungono. La difficoltà maggiore sarà il nodo del Safe, cioè il prestito Ue dedicato al capitolo di spesa della Difesa su cui M5s e Avs sono contrari, mentre nel Pd le sensibilità sono diverse.