Nordio: 'Pass antifascista? Mussolini firmò il codice penale'

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Il Guardasigilli riaccende la polemica. Bonelli 'strizza l'occhio a Vannacci'

Data:

15.06.2026, 18:15

Luogo:

ROMA

A cura di:

Redazione ANSA

L'immagine ritrae un uomo in abito formale, con giacca e cravatta. È un uomo adulto, identificato come un uomo d'affari. Il contesto suggerisce un ambiente ufficiale, probabilmente legato a un evento o a una situazione formale. La presenza di altre persone indica che si tratta di un contesto sociale o professionale.
Nordio / ANSA - RIPRODUZIONE RISERVATA

Non accenna a placarsi la polemica sulla richiesta di sottoscrizione dei valori antifascisti per la partecipazione alla fiera di Più libri più liberi. Dopo che il caso era stato sollevato ieri da un intervento sui social della presidente del Consiglio Giorgia Meloni - che aveva accusato gli organizzatori di "censura" - oggi a rincarare la dose ci pensa una nota del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

"Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini", scrive il Guardasigilli, specificando in seguito che il suo intervento è mirato verso una sinistra che pretende "attestazioni di antifascismo" ma che non si è mai impegnata per modificare il Codice Rocco. L'attacco di Nordio riaccende dunque il fuoco della polemica, scatenando la dura reazione delle opposizioni. In serata al Tg3, pur spiegando che "il fascismo vada condannato", il ministro tiene il punto: "chiedere un'attestazione di antifascismo è grottesco". Il primo a rispondere è il senatore dem Dario Parrini, che lo accusa di essersi lanciato in un "osceno elogio revisionistico di Mussolini". Non manca anche un riferimento al generale Roberto Vannacci: "Nella corsa di Fdi a inseguire a destra Vannacci la derapata più grossolana e ridicola la fa il Ministro Nordio, campione vero di dichiarazioni assurde". Per il deputato del Partito democratico Andrea De Maria, le dichiarazioni del Guardasigilli seguono idealmente quelle della presidente del Consiglio, tratteggiando un atteggiamento "ambiguo" da parte del governo sulla vicenda.

"La nostra democrazia è nata dalla lotta antifascista con la nostra Costituzione - spiega De Maria. L'apologia di fascismo in Italia è un crimine e la Costituzione vieta che si ricostituisca in qualsiasi forma il Partito Fascista. Chi ricopre ruoli istituzionali è chiamato a non dimenticarsene". L'attacco più duro arriva dal leader rossoverde Angelo Bonelli, nel corso di un punto stampa organizzato in Piazza Montecitorio: "Le dichiarazioni del ministro Nordio sono vergognose". Il co-portavoce di Europa ricorda poi come il Codice penale sia stato modificato "dalla Repubblica italiana, dalla lotta antifascista e dalle sentenze della Corte costituzionale". Anche secondo il leader di Avs, le dichiarazioni di Nordio non sarebbero altro che un tentativo di "strizzare l'occhio ai neofascisti di Vannacci".