Nella notte tra domenica e lunedì Kiev ha visto innalzarsi enormi colonne di fumo nero nell'ennesima pioggia di missili e droni russi, che hanno causato almeno 11 morti e 53 feriti tra la capitale e Kharkiv. Ma questa volta i densi pennacchi di fumo si sono alzati anche sopra le cupole dorate della millenaria Cattedrale della Dormizione all'interno della Lavra delle Grotte di Kiev, uno dei più venerati monumenti religiosi del Paese, da secoli meta di pellegrinaggio. Per avere un'idea della sua importanza, il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato che l'attacco equivale "per noi francesi, al bombardamento di Notre-Dame" a Parigi. Un "attacco mirato" di Mosca al cuore della storia e della fede ucraine, per Kiev, che ha puntato il dito su due droni Geran-2 russi leggendo nel raid "un messaggio di Putin al G7 e al Consiglio europeo che si tengono questa settimana: scommette sul terrore anziché sulla diplomazia". Per Mosca invece è tutta colpa di un "Patriot scaduto americano".
Ad andare in fiamme è stato il tetto della Cattedrale della Dormizione, la principale cattedrale del complesso monastico, simbolo della storia spirituale e culturale dell'Ucraina, le cui cupole dorate a forma di cipolla dominano la capitale da quasi mille anni. Affacciata sul Dnepr, la Lavra delle Grotte di Kiev, nota anche come Monastero delle Grotte, è un vasto complesso di monasteri e chiese, alcune delle quali sotterranee, costruite tra l'XI e il XIX secolo. Alcune delle chiese del sito, inserito nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco, sono collegate da un intricato sistema di gallerie sotterranee lungo oltre 600 metri. Le reliquie religiose più preziose erano già state evacuate. Sebbene il tetto sia stato gravemente danneggiato dall'incendio, la struttura e le mura della cattedrale sono rimaste in piedi, mentre l'iconostasi non ha subito danni significativi. "È importante che il mondo non resti in silenzio di fronte a questo ultimo atto di barbarie russa. Questo attacco alla Lavra è un'aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell'umanità", ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky invocando maggiori protezioni da parte della comunità internazionale.
Anche il metropolita Epifanio, capo della Chiesa ortodossa d'Ucraina, ha condannato il bombardamento definendolo un ulteriore crimine russo "contro l'umanità, contro la storia e contro il cristianesimo". Idem il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose (Uccro), che ha ricordato come dall'inizio della guerra "circa 800 edifici religiosi di cristiani, musulmani ed ebrei in Ucraina abbiano subìto distruzioni e danni, totali o parziali, a causa degli attacchi russi". Sdegno pure dai vertici Ue e dalle principali capitali, da Parigi a Berlino e Roma, nonché dall'Unesco, che teme "danni importanti". I bombardamenti russi hanno colpito anche altri target culturali: gli studi cinematografici Oleksandr Dovzhenko, dove é andata distrutta la più grande e antica collezione di costumi dell'Ucraina; il Complesso Nazionale Culturale, Artistico e Museale 'Mystetskyi Arsenal', il Museo d'Arte di Kharkiv e la Casa dell'Organo e della Musica da Camera di Dnipro. "È così che la Russia mostra al mondo la sua intenzione di continuare la guerra", ha scritto Zelenskyy su X, chiedendo una risposta "decisa e concreta" da parte del G7, dove martedì parteciperà alla sessione sull'Ucraina. Il leader ucraino ha rivelato che aveva proposto un faccia a faccia con Putin al summit di Evian, approfittando della presenza di europei e americani, ma che Mosca "non è pronta" per un incontro.
Appena sbarcato nella città francese, Donald Trump si è tuttavia mostrato ottimista: "Ieri abbiamo avuto un'ottima conversazione con il presidente Zelensky e con il presidente Putin. E vedo la possibilità di fare qualcosa anche su quel fronte...ora che questa questione dell'Iran è conclusa". Intanto l'Ue ha avviato ufficialmente i negoziati di adesione con l'Ucraina: nella riunione in Lussemburgo è stato aperto il primo cluster, quello dei Fondamentali, un via libera bloccato a lungo dall'opposizione di Budapest. "È una giornata storica per l'Ucraina e per l'Europa. L'apertura del primo cluster segna una tappa fondamentale e a lungo attesa nel processo di adesione dell'Ucraina e nell'impegno dell'Ue a favore di un continente unito, pacifico e democratico", ha commentato a nome della presidenza di turno dell'Ue Marilena Raouna, vice ministra cipriota per gli Affari europei.
Cosa rappresenta il complesso della Lavra Pechersk
L'Unesco teme ''danni importanti'' alla Cattedrale della Dormizione (anche conosciuta come Assunzione), sito patrimonio mondiale, nell'attacco ha colpito il complesso della Lavra Pechersk a Kiev. Il raid "avrebbe causato danni significativi sia all'interno che all'esterno della Cattedrale della Dormizione". "Anche le strutture storiche adiacenti, compresi elementi del complesso fortificato della Lavra e la Torre di Ivan Kushnik, sarebbero state colpite", ha affermato l'Unesco in una nota.
L'Unesco si dice pronta a "sostenere le autorità competenti nella valutazione dei danni subiti, nel contesto dell'escalation della guerra in Ucraina, per l'attacco che ha colpito il Monastero all'interno del sito Patrimonio dell'Umanità 'Kyiv: Cattedrale di Santa Sofia e relativo Monastero delle Grotte', uno dei più importanti monumenti spirituali e culturali dell'Ucraina", si legge nella nota. Si tratta di uno dei luoghi più sacri dell'ortodossia slava orientale e uno dei simboli religiosi e culturali più importanti dell'Ucraina.
La cattedrale è dedicata alla Dormizione della Madre di Dio. Anche le strutture storiche adiacenti, tra cui elementi del complesso fortificato del Monastero e la Torre di Ivan Kushnik, riferisce l'Unesco, sarebbero state colpite. L'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura condanna gli attacchi contro i beni culturali, le istituzioni educative, gli studenti, il personale scolastico e i professionisti dei media tutelati dal diritto internazionale. "I danni a tali istituzioni privano le comunità dell'accesso alla cultura, all'istruzione e agli spazi condivisi, elementi essenziali per la ripresa e la coesione sociale" sostiene l'Unesco.