Una tranquilla mattina d'estate, gente sulla spiaggia e bambini in mare con i materassini. Poi, all'improvviso, un oggetto piove dal cielo: una esplosione, le fiamme, il fumo. E' il video che circola sui media russi dell'attacco avvenuto nel sud del Paese, sul Mar Nero, vicino alla località balneare di Gelendzhik dove, secondo le autorità locali, un drone ucraino intercettato dalle difese aeree si è abbattuto e ha provocato una strage di bagnanti: sette i morti, tra cui tre bambini, e circa 40 i feriti.
Qualche ora prima, durante la notte, altri quattro civili erano morti e due erano rimasti feriti in altri attacchi ucraini sulla Crimea, secondo il capo dell'amministrazione russa della penisola annessa da Mosca nel 2014. E ancora, una ragazza di 13 anni è morta e due bambine di 7 e 9 anni sono rimaste ferite nella regione di Belgorod quando un altro drone lanciato dalle forze ucraine si è abbattuto vicino a un'area giochi nel villaggio di Printsevka, secondo quanto ha riferito il governatore. Sull'altro fronte, un attacco russo ha provocato tre morti, tra cui un bambino di 8 anni, in una stazione di servizio di Kryvyi Rig, la città natale del presidente Volodymyr Zelensky, già presa di mira più volte in passato. Secondo il gruppo energetico Naftogaz, l'attacco ha colpito uno dei suoi distributori di carburante, dove era impiegata una delle vittime. Venyamin Kondryatev, il governatore del territorio di Krasnodar, dove si trova Gelendzhik, ha precisato che la spiaggia dove è precipitato il drone ucraino si trova nel villaggio di Arkhipo-Osipovka. Una località a circa 25 chilometri dal cosiddetto 'Palazzo di Putin', un complesso di edifici di oltre 17 mila metri quadrati che secondo esponenti dell'opposizione apparterrebbe al capo dello Stato. Putin, invece, ha sempre smentito di esserne il proprietario.
La prima a parlarne fu, nel gennaio del 2021, la Fondazione per la lotta alla corruzione, creata dall'oppositore Alexei Navalny, in un documentario su YouTube, sostenendo che il complesso di edifici situato a Capo Idokopas, del valore di circa un miliardo di euro (al cambio odierno) fosse stato finanziato in parte da personalità vicine a Putin, compresi i direttori di importanti società statali. Alcuni giorni dopo, il presidente russo negò pubblicamente che lui o "membri della sua famiglia" fossero in possesso dell'immobile. Un video pubblicato dall'emittente ucraina Supernova mostra il drone che vola sulla spiaggia, sotto un intenso fuoco di contraerea, per poi abbassarsi e schiantarsi al suolo. L'emittente sostiene che il drone sia stato abbattuto da un gruppo di artiglieria mobile. "Quanto accaduto oggi - ha scritto il governatore Kondryatev su Telegram - è un attacco deliberato del regime di Kiev contro la popolazione civile, che non ha alcun legame con le infrastrutture militari. Questo atto terroristico cinico e disumano nei confronti dei bambini non può essere giustificato".
Da parte sua, il ministero degli Esteri di Mosca ha chiamato in causa i Paesi occidentali per il loro sostegno a Kiev, accusandoli di sostenere il "terrorismo" delle autorità ucraine. "Non molto tempo fa la Nato e la Ue hanno dichiarato tolleranza zero per il terrorismo. Ora - ha affermato la portavoce, Maria Zakharova - sono diventate esse stesse parte delle attività terroristiche internazionali". A Kiev, intanto, si registra un nuovo capitolo del rimescolamento in atto negli apparati di difesa e sicurezza. Zelensky ha spostato Rustem Umerov dalla carica di segretario del Consiglio di sicurezza nazionale - dove gli subentra Ihor Klymenko - a quella di capo del Servizio di intelligence estera. I compiti di Umerov, ha sottolineato il presidente ucraino, saranno quelli di proseguire i negoziati per porre fine alla guerra, raggiungere un accordo sui droni con i partner e sviluppare il programma missilistico antibalistico Freya.