L'annuncio di Starmer, sì al divieto dei social ai minori di 16 anni

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Nel piano anche un 'coprifuoco' digitale per gli under-18. La legge entro fine anno

Data:

15.06.2026, 18:50

Luogo:

LONDRA

A cura di:

di Alessandro Carlini

Keir Starmer, il Primo Ministro britannico, tiene una conferenza stampa riguardo al divieto dei social media per i teenager. È riconoscibile nella foto mentre sta in piedi a un podio, con una mano alzata. Indossa un abito formale con cravatta. Attorno a lui ci sono persone che compongono il pubblico, creando un'atmosfera di discussione ufficiale.
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Keir Starmer rompe gli indugi e annuncia una messa al bando totale nel Regno Unito dei social media per gli under 16, sul modello dell'Australia, lanciando un duro attacco contro i colossi tecnologici.

Le piattaforme rendono i minorenni "infelici", "li espongono a contenuti dannosi" e sono progettate "per creare dipendenza", ha dichiarato il premier laburista in un discorso a Downing Street. Il divieto riguarderà giganti come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook ed X, ma escluderà i servizi di messaggistica come WhatsApp, secondo una tabella di marcia indicata dal governo che prevede un provvedimento ad hoc entro la fine dell'anno e l'entrata in vigore del bando nella primavera del 2027. Ma più che un tentativo di rilancio della premiership in drammatica crisi, l'iniziativa di sir Keir rappresenta una sorta di eredità da lasciare a chi verrà dopo di lui alla guida del Labour e dell'esecutivo, mentre si prepara la corsa alla successione nella maggioranza. Il popolare sindaco di Manchester, Andy Burnham, esponente dell'ala progressista nota come 'soft left', si appresta a vincere l'elezione suppletiva di Makerfield il 18 giugno per tornare in Parlamento e lanciare il duello a un indebolito Starmer: subito dopo il voto, stando agli alleati del primo cittadino. Sir Keir si è quindi deciso solo in extremis a fare un annuncio su cui nei mesi scorsi aveva oscillato e ha messo sul piatto misure dagli aspetti radicali. Si pensa addirittura a un "coprifuoco notturno" sull'utilizzo dei social media e pause per lo scorrimento compulsivo sugli smartphone per gli under 18.

L'esecutivo ha spiegato che ulteriori dettagli in merito verranno resi pubblici il prossimo mese mentre il Regno in questo ambito potrebbe diventare il Paese con una disciplina più rigida in materia a livello internazionale, con altri Stati che stanno discutendo limitazioni simili ai social, dal Canada alla Francia. A fare da apripista era stata l'Australia, prima a introdurre il bando con l'iniziativa del premier Anthony Albanese, a capo di un altro governo laburista, che oggi si è complimentato con l'omologo britannico. "I giganti dei social media operano oltre i confini nazionali. Rimanendo uniti, possiamo fare di più affinché rispondano delle loro azioni e per garantire la sicurezza dei minorenni online", ha aggiunto Albanese sul suo profilo di X. Starmer ha sottolineato di "non essere disposto a scendere a compromessi" sulla sicurezza e la felicità di bambini e ragazzi, evocando anche limitazioni per i servizi di gioco online e per le piattaforme di live streaming. Si prepara così uno scontro coi giganti tecnologici, in primo luogo americani. Un portavoce di YouTube ha avvertito sul fatto che un divieto generalizzato di questo tipo spingerà i minorenni verso "servizi meno sicuri".

Mentre le associazioni che tutelano i più giovani dagli abusi di internet e i genitori che hanno perso un figlio a causa dei rischi dell'ambiente online (dalle vittime di bullismo alle sfide estreme) hanno accolto con soddisfazione l'annuncio del bando, i partiti d'opposizione hanno criticato i tempi dell'iniziativa. È arrivata "troppo in ritardo", secondo i Conservatori, e solo nel momento in cui il premier sente cedere il terreno sotto di lui. Per il leader del trumpiano Reform Uk, Nigel Farage, il divieto verrà facilmente "aggirato" tramite le reti Vpn nonostante le "buone intenzioni", e spiana la strada all'introduzione dell'identità digitale nel Regno, come ulteriore forma di controllo. L'ex tribuno della Brexit si è mostrato sempre contrario alle restrizioni delle piattaforme, in quanto a suo avviso limiterebbero la libertà d'espressione, come sostenuto più volte dal presidente americano Donald Trump e dalla sua amministrazione, pronta a reagire, ancor di più se vengono prese di mira le big tech Usa. Starmer le ha criticate molto spesso negli ultimi mesi, sfidandole a cambiare per proteggere di più gli utenti più giovani, anche se talvolta più a parole che coi fatti: come col recente ultimatum di tre mesi per obbligarle a impedire lo scambio di immagini a sfondo sessuale sui telefonini.