Anthony Vaccarello dice addio a Yves Saint Laurent dopo dieci alla guida della direzione creativa della maison cui ha impresso il suo inconfondibile stile. Si chiude così in qualche modo un'epoca, anche se le voci di un'uscita del designer belga si rincorrevano da qualche settimana.
Nell'ultima passerella di Saint Laurent a Parigi a fine mese, sotto la Tour Eiffel, a molti era sembrato di vedere già un commiato nel gesto affettuoso verso il figlio di 5 anni al termine della sfilata con le modelle in tutte le gradazioni dell'oro e il finale in nero. Il giorno successivo il ceo di Kering, Luca de Meo, aveva preferito non commentare i rumors sulla fine del sodalizio di Vaccarello con il brand controllato dal gruppo di Bernard Arnault.
Ora nel comunicare ufficialmente l'addio, la maison ha fatto sapere che annuncerà "a breve" il nome del nuovo direttore creativo. De Meo, impegnato a rilanciare il gruppo a partire da Gucci con un taglio dei costi, ha ringraziato Vaccarello per "la visione creativa e i suoi standard rigorosi" con i quali "ha contribuito a rafforzare l'influenza duratura di una delle più grandi case di alta moda francesi, mentre ci apprestiamo a scrivere un nuovo capitolo della sua storia". Con lui i ricavi di YSL sono raddoppiati dal 2016 fino ai 3,3 miliardi nel 2022 per poi risentire della minore generale domanda di beni di lusso e scendere l'anno scorso a 2,64 miliardi, che pur continuano a rappresentare il 18% delle vendite di Kering e un terzo dell'utile operativo. Per il gruppo, il designer "ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di Saint Laurent, contribuendo a rafforzarne l'identità e l'influenza nel mondo della moda e della cultura". Cédric Charbit, presidente e amministratore delegato della casa di moda francese, ha parlato di "percorso straordinario" cha ha portato il marchio "ai vertici in termini di desiderabilità e immagine".