Passeggere trasformate in bersagli di commenti sessisti all'interno di una chat tra dipendenti Atm, utilizzando immagini che sarebbero state estratte dalle telecamere di sorveglianza dei mezzi pubblici dell'azienda dei trasporti controllata al 100% dal Comune di Milano. È l'accusa al centro del caso esploso dopo la segnalazione di una giovane viaggiatrice e che ora avrà anche sviluppi giudiziari vista la denuncia presentata alla Polizia Locale.
La vicenda nasce dal racconto di una ragazza che sabato mattina viaggiava sul tram 15 da piazza Duomo a Rozzano. Seduto accanto a lei, secondo quanto ha riferito nel suo racconto sui social rilanciato dall'attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli nella sua newsletter "Rassegna Stanca", c'era un autista in pausa, riconoscibile dalla divisa aziendale. Sul suo telefono sarebbe comparsa una chat WhatsApp denominata "Staff Ticinese", nella quale circolavano immagini di donne accompagnate da commenti e frasi a sfondo sessista. Non fotografie scattate per strada, ma quelli che la ragazza ha ritenuto essere fotogrammi provenienti dal sistema di videosorveglianza installato a bordo dei mezzi. Nel racconto pubblicato da Carlotta Vagnoli si parla di immagini che ritraevano "gambe, volti, seni e cosce di donne ignare", condivise e commentate all'interno della chat con frasi volgari e sessiste. La donna ha quindi contattato Atm e lo stesso ha fatto Vagnoli. Secondo quanto riferito dalla stessa scrittrice, l'azienda avrebbe risposto nel giro di poche ore, annunciando l'avvio di verifiche interne.
Atm ha confermato di essersi attivata immediatamente per accertare i fatti e verificare il corretto utilizzo degli strumenti aziendali, spiegando in una nota di voler "fare piena luce sull'episodio", tutelando sia i clienti sia "le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città". "Crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile", ha aggiunto l'azienda, assicurando che agirà "in ogni sede opportuna" qualora emergessero irregolarità. Il nodo centrale riguarda l'eventuale utilizzo di immagini provenienti da sistemi installati per garantire la sicurezza di passeggeri e personale. È su questo aspetto che si concentrano ora le verifiche interne dell'azienda. Anche il sindaco Giuseppe Sala ha chiesto alla società di procedere con accertamenti approfonditi e di adottare provvedimenti severi qualora venissero individuati i responsabili. "Atm deve far luce ma deve anche intervenire", ha affermato il primo cittadino, chiedendo che eventuali responsabili non vengano rimessi "nelle condizioni di nuocere ancora" e invitando l'azienda a essere "incisiva nelle analisi e dura nei provvedimenti".
Atm ha annunciato di aver depositato una denuncia alla Polizia locale in merito al presunto uso improprio delle immagini delle telecamere di bordo da parte di alcuni dipendenti, oltre ad aver presentato un esposto al Garante per la Privacy. La denuncia verrà ora trasmessa alla Procura di Milano, che valuterà gli elementi raccolti e le eventuali ipotesi di reato. Al centro della vicenda resta soprattutto l'origine delle immagini finite nella chat. I sistemi di videosorveglianza installati a bordo di tram e autobus vengono infatti utilizzati per finalità di sicurezza e tutela di passeggeri e personale. Saranno le verifiche interne e gli eventuali accertamenti giudiziari a chiarire se i fotogrammi condivisi provenissero effettivamente da quei circuiti e, in tal caso, come siano stati acquisiti e diffusi. Sul caso anche il Codacons ha annunciato un esposto alla Procura di Milano e al Garante per la Privacy, chiedendo di accertare eventuali illeciti e ipotizzando possibili violazioni delle norme a tutela dei dati personali.