Unicef, un bambino su 4 in Italia vive sotto la soglia di povertà

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Il 27% in sovrappeso. Mortalità per suicidio tra le più basse in Ue tra i giovanissimi 

Data:

12.05.2026, 16:57

Luogo:

ROMA

A cura di:

di Valentina Roncati

L'immagine mostra uno zaino, che è un simbolo generico di scuola. È presente un primo piano di uno zaino rosa. Sono visibili anche altri tipi di borse e accessori. Un testo "SJ" è presente, ma non è specificato il suo significato.
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Quasi un bambino italiano su quattro vive al di sotto della soglia di povertà: il 23% dei bambini italiani vive in famiglie con un reddito inferiore al 60% della media nazionale - uno dei tassi più elevati in Europa. I numeri arrivano dal report: "Opportunità disuguali - bambini e disuguaglianza economica", di Unicef office of strategy and evidence - Innocenti. L'Italia occupa il 12mo posto nella classifica sul benessere dei bambini su 37 paesi. Si trova nel primo terzo della classifica per quanto riguarda il benessere mentale (10mo posto), mentre si colloca nella fascia media per quanto riguarda la salute fisica (17mo posto) e le competenze (25mo posto). Lo studio mostra inoltre come il 27% dei bambini e degli adolescenti italiani di età compresa tra i 5 e i 19 anni sia in sovrappeso, in linea con il trend di lunga data che vede un'elevata prevalenza di sovrappeso nei paesi dell'Europa meridionale. Ma c'è di più: dal report emerge anche che le abitudini alimentari dei bambini variano notevolmente a seconda del reddito familiare. Tra gli italiani di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, il 22% dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito consuma verdura ogni giorno, contro il 39% di quelli provenienti da famiglie ad alto reddito: un divario di 17 punti percentuali. Il consumo giornaliero di frutta si attesta al 32% (basso reddito) contro il 40% (alto reddito).

Il consumo giornaliero di bevande zuccherate mostra un andamento inverso: il 18% nelle famiglie a basso reddito e il 12% in quelle a reddito elevato. Questi divari - osservano gli estensori del report - suggeriscono che le politiche alimentari rivolte alle famiglie a basso reddito (pasti scolastici, programmi di distribuzione di frutta e verdura, regolamentazione dello zucchero) affrontano una disuguaglianza reale e misurabile. La mortalità per suicidio tra i 15-19enni è in Italia di 2,82 per 100.000, uno dei tassi più bassi in Europa, dice ancora lo studio, che evidenzia come gli adolescenti italiani dichiarano un livello di soddisfazione di vita relativamente elevato, ma il divario è marcato.

Se infatti il 73% dei quindicenni italiani dichiara un alto livello di soddisfazione di vita, tra gli adolescenti appartenenti al 20% con il contesto socioeconomico più svantaggiato, la percentuale è del 66%. Nel 20% con il contesto socioeconomico più favorevole, sale al 79%, con un divario di 13 punti percentuali. Inoltre, gli adolescenti italiani dedicano più tempo ai compiti rispetto ai coetanei di quasi tutti gli altri paesi inclusi nel report. Nonostante questo, solo il 57% dei quindicenni italiani raggiunge un livello di competenza di base sia in matematica che in lettura. Da notare che tra gli adolescenti del quintile socioeconomico più basso questa percentuale scende al 45%; nel quintile più alto sale all'84%. Il divario di 39 punti percentuali tra i due estremi del gradiente sociale è - fa notare l'Unicef - una delle più grandi disuguaglianze nell'apprendimento riscontrabili nei dati italiani.