Per il succeso della riabilitazione è cruciale una rete integrata di servizi, in particolare un approccio centrato sull'utente e che sappia rispondere ai bisogni clinici, emotivi e sociali attraverso una rete che integri logopedia, fisioterapia, neuropsicomotricità e potenziamento cognitivo: è quanto indica l'esperienza della sezione Aias di Monza, presentata al congresso della Federazione mondiale dei terapisti occupazionali a Bangkok (WFot 2026). La ricerca è stata presentata da Alessia Briancesco, laureanda in Terapia occupazionale con un tirocinio presso la sezione Aias di Monza, che ha collaborato alla presentazione del poster "Il tirocinio degli studenti di T.O.: un'indagine osservazionale su barriere e facilitatori dal punto di vista degli assistenti di tirocinio".
In particolare, al centro del poster c'è stata l'esperienza svolta presso la sezione Aias della cittadina lombarda con la terapista Manuela Corbella in qualità di correlatrice. La ricerca di Alessia Briancesco, condotta sotto la supervisione del relatore Pier Carlo Battain ed il contributo di Corbella, ha analizzato le barriere e i facilitatori del tirocinio dal punto di vista degli assistenti. A rendere possibile una ricerca come questa è stata la collaborazione stretta negli anni fra la sezione Aias di Monza e istituzioni come l'Università di Milano e la Fondazione Don Gnocchi diventando sede di tirocinio per il corso di laurea in Terapia Occupazionale. "Questo - rileva l'Aias di Monza in una nota - ha permesso di integrare la formazione accademica con l'esperienza pratica, offrendo agli studenti un'opportunità unica di apprendimento sul campo".
Il servizio di terapia occupazionale della sezione Aias di Monza si rivolge principalmente a soggetti dell'età evolutiva con disturbi dello sviluppo, come disturbi dello spettro autistico, Adhd, disturbi dell'apprendimento e ritardi dello sviluppo psicomotorio.