Dalla Sicilia al Piemonte, fino al Friuli-Venezia Giulia. Oltre duecento tra persone con Sla, familiari, caregiver, volontari, clinici e rappresentanti territoriali di Aisla hanno attraversato l'Italia per raggiungere Roma e vivere un passaggio destinato a lasciare un segno profondo: l'incontro con Papa Leone XIV, nel cuore di una città che, ancora una volta, ha saputo sorprendere per capacità di accoglienza, prossimità e accessibilità. Lo rende noto la stessa Aisla. Mentre nel Paese il dibattito pubblico si è acceso attorno al significato della fragilità, del valore della vita e della dignità della persona, tra metafore infelici sulla non autosufficienza e letture che rischiano di allontanarsi dalla realtà, si legge in una nota, Aisla ha scelto di rispondere con ciò che da oltre quarant'anni la definisce: con le persone, con le famiglie, dentro la vita reale.
Nel corso dell'incontro, Papa Leone XIV ha ringraziato per questo coraggio e ha indicato una direzione chiara: "rispondere con gesti di cura alla cultura dello scarto". Ad accompagnare la delegazione, la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato, che ha scortato il gruppo lungo tutto il percorso fino a salutare la comunità AISLA con l'esecuzione dell'Inno Nazionale in Piazza San Pietro. Nel corso dell'udienza, Papa Leone XIV ha rivolto parole di forte incoraggiamento alla comunità AISLA: "Il dolore e la sofferenza non possono fermare l'amore." Ha ringraziato per il coraggio e invitato a non arrendersi, ricordando che nessuno deve essere lasciato solo. Parole accolte da una comunità che ogni giorno attraversa la complessità della malattia senza rinunciare alla vita, alle relazioni e alla possibilità di continuare a scegliere.
A suggellare l'incontro, Aisla ha donato a Papa Leone XIV un ulivo alto 160 centimetri, simbolo universale di pace, solidarietà e speranza. Un segno semplice: la promessa che ogni vita — anche nella fragilità — continua ad avere valore e dignità. Una convinzione affidata al Santo Padre con queste parole: la vita è un dono. Esiste e resiste. Anche nella fragilità. Particolarmente significativa la presenza del Garante per la Disabilità, l'ingegnere Antonio Pelagatti, che ha richiamato il passaggio decisivo: trasformare i diritti in realtà di vita.