"Il virus Andes è l'unico della famiglia degli hantavirus che si trasmette da persona a persona. I virus possono mutare nel tempo, ma al momento non ci sono motivi per pensare che questo sia mutato per diventare più trasmissibile. Ciò che stiamo osservando sia dal punto di vista epidemiologico che microbiologico suggerisce che il virus si stia comportando come di consueto". Lo dichiara Andreas Hoefer, esperto di microbiologia ed epidemiologia molecolare durante un briefing alla stampa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
L'epidemiologo 'hantavirus non è mutato, è una buona notizia'
"Fino a fine maggio bisogna stare con gli occhi aperti ma non c'è un allarme tale per cui bisogna essere preoccupati: l'hantavirus non è mutato e sono rari i focolai epidemici ma purtroppo è molto aggressivo". Parlando con l'ANSA il medico epidemiologo Gianni Rezza ragiona su contagi e mutazioni del virus. "Se effettivamente i casi che si stanno verificando sono stati acquisiti tutti sulla nave da crociera, il contagio si spiega facilmente: in una nave si vive praticamente insieme. Poi non si può escludere qualche ulteriore contagio, soprattutto ci può essere qualche timore per quanto avvenuto sull'aereo che ha volato da Sant'Elena a Johannesburg, in quello da Johannesburg ad Amsterdam la signora contagiata è stata poco tempo.
Se si fanno le cose per bene bisognerà aspettare alcuni giorni, fino a fine maggio, il tempo di incubazione purtroppo per questo virus è lungo", ragiona l'epidemiologo che spiega: "che l'hantavirus muti o non muti non è noto, in alcuni pazienti che sono stati identificati è stato sequenziato il virus e appartiene al gruppo delle Ande, leggermente diverso dal focolaio dell'Argentina e per ora del tutto stabile, non ha mutazioni tali da cambiare le caratteristiche di contagiosità. E' stabile perchè è endemico nella popolazione di alcuni topi che si trovano in Argentina: quando un virus sta nel suo 'serbatoio naturale' tende a non mutare".
Ministero della Salute: negativi i test hantavirus eseguiti a Milano e allo Spallanzani
Il Ministero della Salute informa che gli accertamenti virologici eseguiti ieri a Milano sul turista britannico rintracciato e posto in quarantena perché si trovava a bordo del volo Sant'Elena-Johannesburg hanno dato esito negativo. Così come negativo è il test dell'accompagnatore che viaggiava con lui in Italia. Sono altresì negativi i test effettuati sul giovane calabrese che si trova in isolamento fiduciario e sulla turista che è stata ricoverata a Messina per polmonite e che proviene da una zona endemica dell'Argentina. I campioni di entrambi sono stati analizzati allo Spallanzani.
Hantavirus, Schillaci 'Il rischio per la popolazione resta molto basso'
Il rischio per la popolazione generale dell'UE legato al focolaio della nave Mv Hondius "è sempre stato e resta molto basso. Lo confermano le massime autorità sanitarie internazionali". Così, durante il question time alla Camera, il ministro della Salute Orazio Schillaci, ricordando che secondo l'ultimo aggiornamento dell'Ecdc, al 12 maggio "si contano 10 casi totali - 8 confermati, 2 probabili - e 3 decessi. L'ipotesi di lavoro più accreditata è un'esposizione iniziale zoonotica in Argentina, dove il virus Andes è endemico in alcune regioni".
Gli hantavirus sono virus zoonotici conosciuti da decenni. "Il loro serbatoio principale - ha ricordato - sono i roditori. La trasmissione interumana esiste, è molto rara, è documentata per il ceppo Andes, in contesti di contatto stretto e prolungato. L'ipotesi di lavoro più accreditata è un'esposizione iniziale zoonotica in Argentina, dove il virus Andes è endemico in alcune regioni".
Hantavirus, Schillaci 'Italia ha reagito subito e in modo coordinato'
"Qualcuno ha detto che siamo stati fermi. È partito purtroppo il solito atteggiamento autolesionistico per il quale l'Italia non sarebbe mai pronta. Questo non è vero". Così, durante il question time alla Camera, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha elencato le azioni messe in campo per la gestione del caso, dalla prima informativa a oggi. "Il 5 maggio, l'Ecdc (Centro europeo di controllo delle malattie) ha riportato che la donna deceduta a Johannesburg il 26 aprile è risultata positiva per hantavirus.
Lo stesso giorno il ministero ha trasmesso un'informativa alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), con i dati diffusi da Ecdc e Organizzazione mondiale della sanità, garantendo il monitoraggio e il coordinamento istituzionale a livello nazionale e internazionale". L'8 maggio, ha proseguito, "abbiamo ricevuto dalla Commissione europea l'informazione relativa a quattro persone dirette in Italia, presenti sul volo dal Sudafrica ai Paesi Bassi del 25 aprile dove era stato imbarcato e subito sbarcato uno dei casi di contagio, poi deceduto. Nella stessa giornata ci siamo attivati per rintracciarli e abbiamo allertato subito le Regioni interessate per l'attivazione delle procedure di sorveglianza attiva". Sempre l'8 maggio "si è riunita la rete di esperti Dispatch e il Gruppo di esperti per la rete nazionale dei laboratori. L'11 maggio il ministero ha emanato la circolare operativa con l'aggiornamento epidemiologico, la definizioni di caso e le indicazioni di sanità pubblica".